My Twitter Feed

RT @SingerFood: Siamo a casa di @MrLovebeer , dettagli d'arredo. #IloveBeer http://t.co/zCDKWG1TcY

Zuckerberg e la birra…

Vabbé, questo trafiletto potrebbe anche avere l’ambizione di meritare un posto nella leggendaria rubrica

Spillatura di creatività...

“Chissenefrega” della fu-rivista Cuore che forse i non più giovanissimi ricorderanno. Tuttavia, mai come negli ultimi giorni sono stato tempestato di “alert” inerenti alla ricerca effettuata all’Università dell’Illinois che sembra dimostrare come un paio di birre aiuti gli uomini a risolvere più facilmente dei rompicapo da settimana enigmistica. Premesso che, di fronte a questo tipo di notizie, tendo a sollevare il sopracciglio nella mia caratteristica (si fa per dire) espressione interlocutoria, i mille rimbalzi in rete della ricerca meritano di essere commentati. Che un moderato consumo di alcol faccia bene mi sembra sia ormai assodato scientificamente e la quasi contemporanea rivelazione che il più giovane miliardario della storia dell’umanità, Mr. Mark Zuckerberg, sia solito sorseggiare una birra mentre concede interviste, supporta la ricerca americana.

La moderazione, in realtà, mi sembra la chiave di lettura più importante della notizia. Lungi da me pensare che il consumo moderato di birra faccia diventare dei geni, tantomeno dei Zuckerberg. Credo che me sarei reso conto in prima persona. Ma la moderazione è da intendersi come uno stile di vita che fa, nella ricerca del piacere, una leva importante della filosofia dell’autogratificazione. Necessaria, e mai come in questi tempi, per vivere decentemente. Ci si autogratifica mangiando cioccolata (la “Nutelloterapia”), facendo shopping (purché non diventi compulsione alla Sex & The City), oppure (preferibile secondo me) sorseggiando una pinta in compagnia. Quando questo succede si è più creativi? Bah, forse si è semplicemente più creativi quando si è più rilassati e la birra, da questo punto di vista, serve allo scopo.

Prima o dopo una birra?

Poi, gli stessi ricercatori, commentano il fatto che la creatività si esprime meglio anche quando si beve un bicchiere di vino a cena o quando ci si fa la doccia… Chissà allora gli effetti di una doccia di birra… Insomma, in questo tipo di rivelazioni io sospetto una certa dose di inutilità, la rete è regina assoluta delle voci che si rincorrono, alternando bufale colossali a verità sottaciute dai cosiddetti “poteri forti”. Il problema è capire come fare selezione, cosa credere e cosa ignorare, soprattutto comprendere dove sta la notizia e dove sta l’ovvietà, che è l’anticamera della banalità…

E allora, davvero con un paio di birre si diventa più creativi e magari si crea dal nulla un social network del valore di miliardi di dollari? Io qualche dubbio ce l’ho ma, in ogni caso, ieri sera ho bevuto due pinte di ale inglese, mi sono fatto una doccia e ho affrontato, ancora bagnato, un sudoku… Se qualcuno mi volesse dare una mano per finirlo… Grazie.

Post correlati:

Lascia un commento

Notify me of followup comments via e-mail. You can also subscribe without commenting.