My Twitter Feed

@toccodizenzero yes! Lovely days indeed. W/ @Baffo_Moretti

Backstage

I primi tempi, quando dicevo a mio padre che “dovevo andare a vedere un pub”, capitava che lui mi rispondesse: “Devi?”. Sapendo che non lavoravo dietro il bancone o tra i tavoli, la domanda era pure legittima anche perché, il mio genitore, diffidava del fatto che, per me, scrivere e occuparmi in generale di birra potesse essere un lavoro. Con il tempo, per fortuna, si è ricreduto ma ancora oggi non sono poche le persone che, quando spiego che tipo di lavoro io faccia, mi sorridono sornioni e mi fanno facilmente capire che la mia, sì, che è vita.

Ora, lungi da me l’idea di paragonare il mio mestiere a quello di un minatore ma, che ci crediate o no, anche il mio è un lavoro. Allora, visto che abbiamo recentemente acceso i motori del secondo numero di I love Beer Magazine per il 2012 eccovi una simpatica immagine del “lavoro al pub”. Con il nostro fotografo, e la sua assistente, nel momento in cui immortalano il protagonista dello scatto in fase di spillatura di una Heineken Extra Cold.

In questi casi, comprenderete facilmente, non basta una spillatura sola. La schiuma può non riuscire perfetta, il soggetto non sorride e non guarda dove dovrebbe, la luce non è quella giusta. Ergo, vengono spillate più birre. Ma di questi tempi sarebbe un peccato mortale gettare via della birra, o qualsiasi altra cosa in effetti. Ha un costo. Pertanto ecco che si entra nella seconda fase del lavoro. Consumare un boccale di birra a testa e dare un segno tangibile quanto evidente che siamo anche noi impegnati nella lotta allo spreco.

E che, quando si tratta di lavorare, non solo non scherziamo affatto. Ma non ci tiriamo neppure mai indietro.

Post correlati:

Lascia un commento

Notify me of followup comments via e-mail. You can also subscribe without commenting.